I rischi di carenza di vitamina D al tempo del coronavirus

La quarantena cui siamo sottoposti in questo periodo per cercare di superare la pandemia da Coronavirus è certamente molto anomala e potrebbe causare non pochi problemi di carattere secondario alla nostra salute se non adotteremo misure di carattere alimentare e di stile di vita in grado di prevenirli. Uno di questi è il ruolo che potrebbe svolgere la carenza di Vitamina D, che già in Italia interessa una vasta fetta della popolazione, soprattutto anziana.

Numerosi studi ed evidenze scientifiche hanno dimostrato come questa vitamina, che noi siamo abituati ad associare a fenomeni di osteoporosi, in realtà intervenga anche in numerosi processi metabolici e fisiologici del nostro organismo. Un possibile ruolo infatti lo ritroviamo nella:

  1. Modulazione del sistema immunitario
  2. Sindrome metabolica e insulino-resistenza
  3. Ipertensione arteriosa
  4. Dislipidemia
  5. Formazione di placche ateromasiche

Inoltre, i primi dati preliminari raccolti in questi giorni a Torino indicano che i pazienti ricoverati per COVID-19 presentano una elevatissima prevalenza di Ipovitaminosi D.

Lasciando ai medici il compito di prescrivere i farmaci più idonei in caso di carenza accertata, vediamo dal punto di vista alimentare quali sono gli alimenti più idonei per compensare questa carenza:

– Pesci con grassi “buoni” (salmone, sgombro, aringhe e sardine)

– Olio di fegato di merluzzo

– Cereali integrali

– Latte di mucca

– Uova

– Funghi

– Alimenti fortificati con aggiunta di vitamina D

Questa vitamina è contenuta negli alimenti per lo più in forma non attiva. Il grosso del lavoro di attivazione spetta al sole. Per questo motivo è necessaria un’esposizione solare quotidiana, per quanto possibile di questi tempi, anche sui balconi o terrazzi.

Nuove regole per il periodo di emergenza da coronavirus

Certo pensare alla dieta in un momento storico così complicato sembra fuori luogo. E invece no, anzi! La prevenzione di patologie secondarie come ipertensione, diabete, obesità… è fondamentale per non peggiorare il proprio stato di salute in caso di infezione da coronavirus. Questo dicono i primi dati scientifici sull’epidemia che sta colpendo il nostro paese.

Per i miei pazienti che hanno già iniziato un programma nutrizionale è fondamentale continuare, per evitare di gettare al vento giorni, settimane o mesi di buoni risultati. Capisco che, essendo l’attenzione rivolta verso l’evoluzione del problema sanitario che stiamo attraversando, per alcuni possano venir meno le motivazioni; inoltre esiste un po’ di timore negli spostamenti, quindi anche nel venire allo studio per effettuare il controllo del peso. Come già scritto in un post qualche giorno fa, vi rassicuro innanzitutto che gli studi professionali non sono sottoposti a chiusura, ma devono rispettare alcuni criteri di organizzazione e di pulizia igienico-sanitaria che, da sempre, ho rispettato ed ora più che mai rispetterò aumentando i livelli di attenzione per la mia e la vostra sicurezza.

Qualora qualcuno tra voi ritenga comunque di non voler venire oppure fosse affetto da raffreddore o sindrome influenzale quindi invitato a non farlo, pur di non perdere il controllo settimanale, sarà possibile effettuarlo a distanza, per il solo periodo di emergenza sanitaria, con contatto telefonico o videochiamata, in attuazione del Decreto del Presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Biologi N. 49 del 8/03/2020, misure attuative del DPCM 8 marzo 2020.

Se invece qualcuno volesse iniziare un percorso alimentare non ha da preoccuparsi! Il primo appuntamento è su prenotazione, quindi non avrà contatti con altri pazienti e troverà lo studio perfettamente sanificato. Questo step è necessario effettuarlo, per fare conoscenza ed acquisire tutte le informazioni anamnestiche, le abitudini alimentari e tutti i dati antropometrici e impedenziometrici utili per l’elaborazione della dieta. Dopo allo spesso modo, il paziente potrà decidere come effettuare il suo controllo del peso.

Alimenti che rinforzano il sistema immunitario

La prima barriera di difesa del nostro organismo nei confronti di agenti patogeni come virus e batteri è rappresentata dal nostro sistema immunitario. Condizioni di stress, vita non regolare e cattiva alimentazione sono alcuni tra i fattori eziologici più importanti in grado di abbassare tali difese esponendoci maggiormente a contrarre malattie stagionali come l’influenza, rallentandone talvolta anche il processo di guarigione. Una sana alimentazione è la base da cui partire. Si possono però sfruttare le proprietà immunoprotettive di alcuni alimenti, prediligendone il consumo durante le fasi in cui è presente una patologia influenzale o da raffreddamento. Questo che segue è un decalogo dei principali alimenti con tali proprietà:

  1. Acqua: è l’elemento vitale del nostro organismo. Una buona idratazione garantisce un corretto funzionamento degli organi interni, nonchè una depurazione costante che ripulisce il nostro corpo da scorie tossiche e radicali liberi. Inoltre è l’alleato numero uno in caso di febbre, per aiutare a regolare la temperatura corporea e scongiurare la disidratazione cellulare.
  2. Frutta fresca: indispensabile per aumentare i liquidi e fornirci insieme ad essi vitamine, antiossidanti e sali minerali. Via libera dunque ad agrumi, mele, pere, kiwi, banane, frutti di bosco, anche sotto forma di macedonia. Per farne il pieno mangiarne fino a 3 porzioni al giorno (150-200 grammi a porzione).
  3. Frutta secca: mandorle, noci, nocciole, contengono numerosi minerali come selenio, zinco e magnesio. Hanno anche una buona percentuale di proteine. La dose ideale è di 15-20 grammi al giorno preferibilmente lontano dai pasti.
  4. Legumi: la ricchezza di fibre in essi contenute aiuta l’intestino a produrre anticorpi. Inoltre sono una notevole fonte di proteine sostituendosi così alla carne. Ceci, fagioli, lenticchie, piselli, fave, a zuppetta o coniugati con pasta o riso, vanno mangiati almeno un paio di volte a settimana.
  5. Cereali integrali: farine integrali, farro, orzo, avena… Sono la benzina del nostro organismo. Essenziali dunque, per attivare tutte le reazioni biochimiche del nostro metabolismo. Le fibre in essi contenute apportano numerosi minerali e vitamine del gruppo B; queste ultime potenziano i sistemi cellulari rendendo così, le cellule più resistenti all’attacco microbico.
  6. Carni bianche: pollo, ma non solo. Tacchino, coniglio, maiale magro (bistecchina o arista), sono costituiti da proteine e aminoacidi che rappresentano i mattoni costituenti le varie classi di immunoglobuline (IgA, IgM, IgG), cioè le armi chimiche del nostro organismo nei confronti dei microorganismi estranei. Un buon brodo di pollo ad esempio è l’ideale per assimilare al meglio tali nutrienti, contrastando, in caso di infezione in atto, il deperimento della massa magra.
  7. Pesce: altra classe di alimenti proteici, ma molto più leggera della carne. Grazie alla sua digeribilità è particolarmente indicato quando si hanno anche disturbi di tipo gastro-intestinale. Fonte di acidi grassi tipo omega 3, rinforza le membrane cellulari complicando così l’accesso ai microbi.
  8. Spezie: insaporiscono il cibo rendendolo più gradevole al nostro palato. Inoltre, per molte di esse, sono ampiamente riconosciute e documentate proprietà antinfiammatorie (curcuma, zenzero, chiodi di garofano), antiossidanti (peperoncino, cannella, salvia), antisettiche (aglio, timo, origano).
  9. Cioccolato: nelle sue forme fondenti (con percentuali superiori al 70%) stimola la produzione di linfociti T, una particolare linea cellulare che agisce contro le infezioni. E’ un potente stimolatore delle endorfine, ovvero molecole prodotte nel cervello che sono in grado di dare il buon umore, che sappiamo essere indispensabile per superare periodi di difficoltà. La dose consigliata è di 8-10 grammi al giorno.
  10. Pre e probiotici: un buon funzionamento dell’intestino è la base per avere difese immunitarie forti. Stress, cattiva alimentazione, abuso di farmaci e altri fattori indeboliscono la flora microbica buona favorendo così la proliferazione di quella cattiva. I probiotici sono batteri vivi che ristabiliscono il microbiota o habitat intestinale, mentre i prebiotici sono il nutrimento di tali batteri. Per questo motivo si consiglia un’assunzione periodica di un buon integratore con tali caratteristiche. Anche lo yogurt rappresenta un alimento che può essere inserito per adempiere tali funzioni.

L’obesità è genetica?

Questo è uno dei quesiti che più spesso mi vengono posti dai clienti. Sono tante infatti le famiglie in cui più membri sono affetti da disturbi del peso, che spesso si è portati a giustificare dando la colpa al proprio corredo genetico. Tanti studi sono stati fatti e tanti se ne continuano a fare. Difficile dunque fornire una risposta esaustiva, ma ci provo. Sappiamo che ci sono alcuni geni che predispongono, come per il cancro, a patologie metaboliche quali diabete e obesità. Le persone che presentano queste alterazioni genetiche sono ovviamente più suscettibili ad ammalarsi ed in alcuni casi ciò avviene con una probabilità maggiore. Il più delle volte invece sono fattori cosiddetti epigenetici che determinano lo sviluppo della patologia. Ad esempio se ho familiari diretti (genitori, fratelli, zii…) che hanno il diabete, devo essere consapevole che anche io sono a rischio. Ciò che però è scritto nel DNA non necessariamente deve verificarsi! Stile di vita sedentario e cattive abitudini alimentari (come mangiare troppi dolci) sono proprio quei fattori determinanti nello sviluppo della patologia verso cui si è predisposti, anticipandone anche i tempi. Pertanto se sono programmato geneticamente per avere il diabete a 70 anni, se non presto attenzione lo svilupperò molto prima con conseguenze molto più gravi. In definitiva dunque è sempre la prevenzione lo strumento più efficace.

Risotto con rape rosse

Ingredienti

– …..grammi di riso;

– …..grammi di rape rosse;

– cipolla;

– prezzemolo;

– …..formaggio tipo robiola in versione light;

– …..cucchiaini di olio.

Mettere a bollire in un pentola piena di acqua le rape rosse con tutta la buccia. Nel frattempo preparare un brodo vegetale con carote, cipolla, sedano, pomodorini. Dopo almeno 45-50 minuti controllarne la cottura inserendo una forchetta, se cotte, immergerle in acqua molto fredda, quindi togliere la buccia esterna che si staccherà facilmente. Farle a pezzetti e frullarle con un frullatore ad immersione. Tostare il riso in una pentola antiaderente e cominciare a cuocerlo aggiungendo man a mano il brodo. Verso fino cottura completare aggiungendo la purea di rape rosse. Continuare a girare fino a cottura completata. Impiattare e aggiungere un fiocchetto di formaggio light tipo robiola o del parmigiano grattugiato e, se gradito, un pò di prezzemolo a crudo. Il piatto è pronto.