Bacche di Goji (Lycium Barbarum): una delizia anti-invecchiamento

Conosciuto anche come albero della giovinezza, o diamante rosso, le sue proprietà sono state dimostrate anche da studi scientifici. Esse spaziano da un benefico rallentamento degli effetti dei radicali liberi, per l’elevato contenuto di antiossidanti naturali, nonché come aiuto nel caso di tumori della pelle e di malattie degenerative del sistema nervoso; 
Contengono una quantità di Vitamina C di ben 500 volte superiore alle arance, sono ricche di calcio, ferro e proteine;
Stimolano il metabolismo, il sistema immunitario e la produzione di energia, aiutano il sonno e la memoria.
Oggi vengono commercializzate sotto forma di sciroppi o anche bacche secche o essiccate che è possibile utilizzare per creare infusi e tisane. Il loro utilizzo a fini terapeutici deve essere sempre affidato ad un professionista del settore.

Bresaola: utile alleato per prevenire l’osteoporosi

Le proteine hanno una funzione strutturale che le rende fondamentali in ogni fase della vita: dall’infanzia fino alla terza età. Soprattutto gli anziani, a partire dai 65 anni, vanno incontro a una riduzione progressiva del peso soprattutto nel compartimento “magro”, che può avere serie ripercussioni sulla salute fisica. Muscoli meno allenati e ossa più fragili aumentano infatti le probabilità di andare incontro a limitazioni dei movimenti e osteoporosi. Un dato che fa riflettere e ribadisce quanto sia importante, nel corso della terza età, seguire una dieta equilibrata e bilanciata in tutti i nutrienti. Per l’anziano, ma non solo, è essenziale soddisfare il fabbisogno di alcuni micronutrienti: come ferro, calcio, fosforo e zinco. Anche il selenio è un minerale importante per contrastare l’invecchiamento, insieme a vitamine antiossidanti come la C e la E. Il gusto allettante e l’ottima appetibilità, insieme alla facile masticabilità delle sottili fette di Bresaola, aiutano a soddisfare le esigenze nutrizionali di questa fase così delicata della vita. 

Arancia: fonte inesauribile di vitamine

Serbatoio naturale di vitamine: soprattutto la C e la A, ma anche una larga parte di quelle del gruppo B. Ma non è tutto: le arance “vantano” anche un elevato contenuto di bioflavonoidi, sostanze che assieme alla vitamina C, sono molto importanti soprattutto per la ricostituzione del collagene del tessuto connettivo. Per questo motivo possono favorire il rafforzamento delle ossa e dei denti, ma anche delle cartilagini, tendini e legamenti. Anche a livello di connettivo delle pareti dei vasi sanguigni, il binomio tra vitamina C e Bioflavonoidi può aiutare nella prevenzione della fragilità capillare e può migliorare in generale il flusso venoso. Una buona notizia quindi per chi soffre di cellulite, perché migliorando la circolazione sanguigna si può evitare la formazione del “ristagno” del sangue, principale causa dell’insorgenza dell’ inestetismo. Inoltre la qualità “rossa” delle arance è molto ricca di antocianine in grado di contrastare con successo, gli stati infiammatori.

Ananas: un frutto dalle proprietà antinfiammatorie

Scientificamente noto come ” Ananas comosus “, appartenente alla famiglia delle Bromeliaceae è uno dei frutti più apprezzati e popolari. E’ originario del Paraguay in Sud America, solo successivamente, è stato portato in Spagna quando Colombo scoprì l’ America ” nel 1493, da dove , proprio come i pomodori si diffuse nel resto del mondo grazie ai marinai. L’ananas è una pianta perenne, resistente alla siccità tropicale e il cui frutto è un composto di frutta ( multipla) che si sviluppa da molti piccoli frutti fusi insieme intorno al nucleo centrale. La sua polpa, succosa e carnosa, risulta ricca di benefici.
Anzitutto è un frutto a basso contenuto di calorie quindi ideale per le diete ipocaloriche. Inoltre è un magazzino di minerali, vitamine, anti-ossidanti, fibre e soprattutto fonte naturale di una molecola che ha spiccate proprietà antinfiammatorie: la bromelina. Si tratta di un enzima proteolitico che risulta particolarmente efficace nel trattamento degli stati infiammatori dei tessuti molli associati a trauma e nelle infiammazioni localizzate. Inoltre svolge un ruolo importante anche come anti-coagulante e anti-cancro. Particolare attenzione, nella sua assunzione, devono prestare i soggetti allergici e coloro che non tollerano gli antinfiammatori. Ovviamente non basta una semplice porzione di ananas per sviluppare tali azioni farmacologiche, ma è sufficiente conoscerne i benefici per inserire questo frutto nella lista degli alimenti utili alla nostra salute, sia che si segua un programma di dieto-terapia, sia che si segua uno stile di vita sano! 
Un buon ananas maturo ha un suono solido sordo mentre immaturità e scarsa qualità sono indicati da un tonfo sordo. Scegliere un frutto con un fragrante profumo all’estremità del gambo. Evitare quelli che hanno odore di muffa, di acido o di fermentazione.
Dal momento che deperiscono in fretta se lasciati a temperatura ambiente è preferibile consumarli il più presto possibile e conservati per un uso successivo in frigorifero per non più di per 1-2 giorni.

Disbiosi intestinale

“Dottore ho sempre mal di pancia e mi sento gonfia, sarò intollerante”? Questa è la frase più ricorrente di un paziente che si presenta al primo incontro per iniziare un programma di dieto-terapia. Ebbene sapere che la maggior parte dei disturbi intestinali sono dovuti a fenomeni di disbiosi intestinali ovvero alterazioni della flora microbica che, in taluni casi, possono produrre sindromi da malassorbimento e malfunzionamento dei sistemi enzimatici digestivi. Una dieta opportuna e l’utilizzo di qualche integratore a base di pro-biotici il più delle volte sono in grado di risolvere il problema. Questa foto spiega in modo semplice e chiaro cosa significhi disbiosi intestinale.

Dieta chetogenica: una risorsa per curare patologie neurovegetative come l’epilessia

Sempre più persone soffrono di malattie a carico del sistema neurologico e molti di loro spesso manifestano episodi riferibili a crisi epilettiche. Alcuni studi hanno dimostrato come una dieta povera di carboidrati, che simuli situazioni di digiuno, sia in grado di migliorare l’efficacia del trattamento farmacologico e diminuire gli episodi neurologici associati. Trattandosi di un regime alimentare ricco di proteine e grassi che, dunque, può nuocere alla salute di altri organi va seguito sotto stretto controllo del medico e del nutrizionista e non improvvisando, al fine di non apportare danni ed effetti collaterali.

Alimenti che rigenerano il sistema osteo-articolare

Uno dei rischi maggiori di infortunio per l’atleta sono le infiammazioni a carico del sistema osteoarticolare, dovute all’usura cui sono sottoposti a seguito dei numerosi allenamenti svolti, talvolta anche in condizioni fisiche precarie.  Vi dirò in breve quali sono gli alimenti migliori per rinforzare questi tessuti e accelerare il processo di guarigione in caso di infortunio. Nel campo dei vegetali possiamo utilizzare verdure appartenenti alla famiglia delle crucifere quindi broccoli, cavolfiore, rape, verze, radicchio rosso; esplicano questa azione protettiva grazie alla presenza di notevoli quantità di fibre, di vitamine del gruppo B e, in particolare, del sulforafano glucosinolato (SGS), una molecola con spiccate proprietà anti-ossidanti che, non solo aiuta a prevenire infiammazioni, ma è anche un coadiuvante nel processo di guarigione.

Nel campo animale alimenti come uova, latte, formaggi a media stagionatura come il parmigiano, carni bianche e molluschi (seppia e calamaro in primis) sono utili per fornire apporti di proteine e aminoacidi essenziali per avviare la ricostruzione dei tessuti. Non solo, rinforzano il tutto grazie alla presenza di notevoli quantità di calcio. A tale scopo molto importanti sono anche le proteine vegetali contenute nella frutta secca (noci, mandorle e soprattutto pinoli).

Non può mancare infine un pattern di frutti ricchi di vitamina C, quindi ampio spazio agli agrumi di stagione (arance, mandarini, pompelmo e limone), kiwi, fragole (nel loro periodo stagionale) e ananas che, grazie alla presenza di bromelina, fornisce un ulteriore protezione nei confronti delle infiammazioni.

 

L’importanza degli antiossidanti nella dieta dell’atleta

E’ cosa risaputa che l’attività fisica rappresenta una forma primaria di prevenzione per lo sviluppo di numerose patologie metaboliche, nonchè fonte di benessere psico-fisico. Quando però questa diventa una professione, il logorio fisico indotto da quotidiani allenamenti e lo stress psicologico cui si è sottoposti durante una stagione agonistica, aumentano la produzione dei radicali liberi, ovvero di molecole altamente instabili, che possono danneggiare i sistemi biochimici del nostro organismo, accelerando il processo di invecchiamento cellulare. Per questo motivo è necessario che un atleta assuma sempre alimenti ricchi di antiossidanti, ovvero di molecole in grado di contrastare lo stress ossidativo dovuto ai radicali liberi. Tra questi cibi annoveriamo: agrumi (in particolare arancia rossa), frutti rossi (more, mirtilli, ribes, bacche di acai), goji, melograno, radicchio rosso, broccolo nero, carote crude, pomodori, thè verde. Utile, sotto controllo del nutrizionista, anche l’utilizzo di alcuni integratori mirati.

Crampi muscolari: un nemico silenzioso

Il crampo provoca un dolore improvviso molto intenso in genere al piede, al polpaccio o alla coscia. Dal punto di vista anatomico si tratta di una contrazione improvvisa e involontaria di un muscolo o di una parte di esso, dovuta a una iperattivazione del sistema nervoso.

Numerose possono essere le cause che inducono i crampi. Nello sportivo le più frequenti sono:

1) Affaticamento muscolare dopo intensa attività fisica. Ciò si verifica principalmente in soggetti poco allenati o che effettuano piani di allenamento non idonei, con carichi muscolari eccessivi non compensati da esercizi di stretching che allungano il muscolo e ne prevengono la contrazione involontaria.

2) Disidratazione, causata da eccessiva perdita di sudore associata a una diminuzione di elettroliti (in particolare il sodio). È proprio il sodio l’elemento che aiuta il corpo a trattenere l’acqua e insieme al magnesio e potassio regola l’equilibrio dei fluidi e la contrazione muscolare. Se un atleta ha un tasso di sudore alto durante l’attività, può essere a maggior rischio di crampi muscolari.

Un buon sistema per trattare i crampi è l’allungamento del muscolo che, se associato a un leggero massaggio, ne può favorire il rilassamento. Anche il freddo, quindi la classica applicazione del ghiaccio, è in grado di ridurre l’eccitabilità del muscolo, ma non ci sono dati che dimostrino che possa interromperne la contrazione.

Dunque Il modo migliore per curarli è prevenirli. Ciò è possibile adottando un’ alimentazione ricca di frutta e verdure fresche; inoltre è necessario curare molto l’idratazione pre-, durante e dopo la gara o l’allenamento.

Tra gli alimenti migliori da assumere nella propria dieta utili a prevenire i crampi possiamo annoverare: banane, patate, verze, spinaci, broccoli, rucola, uova, frutta secca. Sono assolutamente da evitare diuretici, mentre gli integratori ricchi di sali minerali possono essere utilizzati con moderazione dopo metà dello sforzo e alla fine, sempre accompagnati da adeguati livelli di acqua naturale.

Una colazione da vero sportivo

Il modo migliore per mettere in moto il metabolismo è fare colazione al mattino. In molti la saltano, considerando inutili quelle calorie, mentre tra quelli che la fanno, una buona parte abusa di cibi sbagliati. In realtà si tratta di un pasto che, se effettuato correttamente, è in grado di fornire notevoli benefici al nostro organismo. Le migliori combinazioni sono quelle che mettono insieme:

  • Bevanda altamente nutriente come il latte di mucca, lo yogurt o il latte vegetale per gli intolleranti al lattosio; oppure una spremuta di arancia o succo di frutta multivitaminico.
  • Cereali integrali con frutta secca oppure pane integrale con marmellata o miele.
  • Dolce secco (tipo biscotti secchi, ciambellone o crostata con marmellata).
  • Frutta fresca di stagione (banana, arancia, kiwi in primis).

Stop dalla comunità scientifica a colazioni iper-proteiche (con numerosi albumi d’uova o shake proteici); numerosi studi indicano tali combinazioni favorevoli allo sviluppo di patologie a carico del circolo renale e cardio-vascolare. Inoltre, mentre il tessuto adiposo è un luogo di deposito, il muscolo non lo è. Dunque è inutile pensare di riempirlo di aminoacidi o proteine, mentre è l’allenamento fisico associato ad una corretta alimentazione la combinazione vincente.