“Più non è sempre meglio. A volte, il coraggio sta nel togliere — e nel farlo nel modo giusto, con la guida giusta.”

Come nutrizionista sportivo, mi capita spesso di incontrare atleti che si allenano duramente ma ottengono risultati opposti a quelli sperati. Questa è una di quelle storie.

Era ottobre. Lui era giovane, determinato, con un fisico costruito negli anni a suon di allenamenti e sacrifici. Centometrista, con i campionati italiani nel mirino. Tutto quello che aveva costruito sembrava però sul punto di sgretolarsi.

I suoi valori ematici parlavano chiaro: transaminasi intorno a 100 U/L — oltre il doppio del limite superiore di norma — creatinina a 1,8 mg/dL e CPK superiore a 500 U/L. Numeri che raccontano una storia di stress cronico, non di un organismo performante. Il fegato sotto pressione, i reni affaticati, i muscoli che si logoravano dall’interno.

Le prestazioni ne risentivano. E lui non riusciva a capire perché.

Il colpevole nascosto: le diete iperproteiche

Prima di arrivare nel mio studio, aveva seguito — come tanti atleti amatoriali e agonisti — indicazioni alimentari basate sull’assunto che nello sport “più proteine = più muscoli = più performance”. Un luogo comune radicatissimo, alimentato da un mercato di integratori e da consulenze affidate a personale non qualificato.

Quello che nessuno gli aveva spiegato è che un eccesso proteico cronico ha un costo biologico molto alto. Le proteine in eccesso vengono metabolizzate e i loro cataboliti — urea, ammoniaca, acidi — devono essere smaltiti da fegato e reni. Quando l’apporto è eccessivo e prolungato, questi organi lavorano in sovraccarico. Le transaminasi elevate segnalano uno stress epatico. La creatinina alta indica un affaticamento renale. Il CPK oltre soglia rivela un danno muscolare attivo.

In questo ragazzo, tutti e tre i campanelli d’allarme suonavano contemporaneamente. Non era un atleta che stava migliorando. Era un organismo che stava chiedendo aiuto.

Il mio approccio come nutrizionista sportivo: il Metodo Mediterraneo

Quando visito un paziente, non guardo solo i numeri. Guardo la persona. La sua storia, le sue abitudini, il suo rapporto con il cibo, il suo corpo nel suo insieme. È questo il cuore del mio lavoro: non prescrivere una dieta, ma costruire un’educazione alimentare e comportamentale su misura.

Il modello che propongo è radicato nella dieta mediterranea — non come moda o schema rigido, ma come filosofia nutrizionale millenaria che la scienza continua a validare. Una dieta che non prevede privazioni, ma equilibrio. Che non elimina categorie di alimenti, ma insegna a sceglierli, combinarli, rispettarli.

Applicato allo sport agonistico, questo approccio porta spesso a conclusioni controintuitive. Come in questo caso.

Dall’esame antropometrico e impedenziometrico del paziente emerse un dato significativo: la sua massa muscolare era eccessiva rispetto al profilo funzionale richiesto da un centometrista. Nel salto triplo o nel lancio del peso, la massa muscolare è un alleato diretto. Nei 100 metri, invece, ciò che conta è il rapporto tra potenza e peso. Una massa muscolare ipertrofica oltre il necessario diventa un freno — letteralmente.

La proposta che feci fu quella di perdere 5 kg, riducendo la quota proteica, eliminando gli integratori inutili e dannosi, e adottando un piano alimentare mediterraneo calibrato sulle sue reali necessità energetiche e metaboliche. Una proposta che richiedeva fiducia. E lui la accordò.

Sei mesi di lavoro

Il percorso non fu semplice da accettare all’inizio. Togliere massa muscolare a un atleta che ha passato anni a costruirla richiede una narrazione diversa, una comprensione profonda del perché. Parte del mio lavoro è proprio questo: spiegare, motivare, accompagnare.

Nei mesi successivi lavorammo insieme passo dopo passo. Il piano alimentare mediterraneo fu personalizzato sulle sue giornate di allenamento, sui suoi recuperi, sui suoi bisogni reali. Niente fame. Niente privazione. Solo qualità, equilibrio e consapevolezza.

Il corpo rispose in modo progressivo e costante. I valori ematici iniziarono a normalizzarsi già nelle prime settimane. Il peso calò senza che le prestazioni ne risentissero — anzi.

I risultati: i numeri parlano da soli

ParametroOttobre 2024Aprile 2025
Transaminasi (ALT)~100 U/L  ⚠️Nella norma ✓
Creatinina1,8 mg/dL  ⚠️Nella norma ✓
CPK>500 U/L  ⚠️Nella norma ✓
Peso corporeoValore iniziale– 5 kg  ✓

Valori ematici perfetti. Cinque chilogrammi in meno. E poi, la prima gara della stagione.

Ha corso i 100 metri in 10,77 secondi. Il minimo per i campionati italiani della sua categoria è 10,75. Due centesimi di secondo. E lui stesso precisa che ha commesso errori sia in partenza che sul lanciato — il che significa che il tempo reale, con una gara pulita, è già lì, a portata di mano.

Non è un atleta che “sta meglio”. È un atleta che, alla prima uscita stagionale dopo sei mesi di lavoro nutrizionale, è già alle porte dei campionati italiani.

Poi è arrivato il messaggio. Quello che vale più di qualsiasi referto.

Il messaggio ricevuto il 2 maggio 2026, 6 mesi dopo il primo appuntamento.

Un messaggio per gli atleti, i genitori e i tecnici sportivi

Questo caso clinico non è un’eccezione. È la regola, che si ripete ogni giorno in decine di studi nutrizionali in tutta Italia — quando qualcuno finalmente arriva da un professionista qualificato dopo aver seguito indicazioni improvvisate.

Lo sport agonistico richiede un approccio nutrizionale serio, personalizzato, fondato sulla scienza e sull’ascolto del corpo. Non basta assumere più proteine. Non bastano gli integratori. Non basta copiare la dieta di un campione trovata su YouTube.

Il nutrizionista della salute non è una figura accessoria nello sport. È parte integrante del percorso di un atleta — tanto quanto l’allenatore, il fisioterapista, il medico sportivo. Perché il cibo non è benzina. È informazione biologica. E ogni atleta merita le informazioni giuste.

Rivolgersi a un nutrizionista sportivo qualificato non è una scelta opzionale — è parte integrante del percorso di ogni atleta serio.

Se sei un atleta e vuoi saperne di più, scopri i miei pacchetti di consulenza online.