C’è chi non riesce a mangiare. Chi non riesce a smettere. Chi mangia per colmare un vuoto, chi smette per punirsi. Chi sale sulla bilancia dieci volte al giorno e chi si rifiuta di guardarla.
Il rapporto con il cibo è uno dei più complessi che esistano. Quando si incrina, non basta una dieta per ripararlo.
Il cibo non è solo nutrimento
Nella mia esperienza clinica di oltre 25 anni, ho incontrato persone che lottavano con il peso in entrambe le direzioni — non solo in eccesso, ma anche in difetto. E in entrambi i casi, dietro al numero sulla bilancia c’era sempre qualcosa di più profondo: un’abitudine sbagliata costruita negli anni, un momento di vita difficile, un rapporto con il cibo mai davvero imparato.
Quello che accomuna queste persone non è il peso. È la distanza che si è creata tra loro e il cibo — una distanza fatta di paura, senso di colpa, controllo ossessivo o perdita totale di controllo.
Il mio lavoro inizia esattamente lì.
Sottopeso: la sfida al contrario
Si tende a pensare che mettersi a dieta sia una prerogativa esclusiva di chi deve perdere peso. Non è così.
Il sottopeso è un problema altrettanto serio — spesso sottovalutato, talvolta persino invidiato da chi fatica a dimagrire. Eppure rappresenta un rischio reale per la salute fisica e uno stress significativo per quella psicologica.
Le cause possono essere diverse: un metabolismo accelerato, squilibri ormonali, periodi di stress intenso, o un rapporto difficile con il cibo che porta a mangiare poco, male, o in modo irregolare.
Ho seguito nel tempo pazienti in sottopeso che si presentavano allo studio con quadri impedenziometrici preoccupanti — massa muscolare insufficiente, disidratazione cellulare, deficit nutrizionali importanti. Persone che avevano bisogno non di mangiare di più a caso, ma di imparare a mangiare bene, gradualmente, con un piano costruito su misura per il loro organismo.
L’obiettivo non è semplicemente aumentare il peso. È distribuirlo correttamente — più massa muscolare, migliore idratazione, più energia disponibile. Un restyling corporeo che si costruisce con pazienza, costanza e il giusto supporto.
Binge eating: quando si perde il controllo
Il binge eating — o alimentazione incontrollata — è il disturbo del comportamento alimentare più diffuso, eppure ancora poco conosciuto e spesso confuso con la semplice golosità o la mancanza di forza di volontà.
Non è né l’uno né l’altra.
Chi soffre di binge eating vive episodi ricorrenti in cui mangia grandi quantità di cibo in poco tempo, senza riuscire a fermarsi, spesso in modo compulsivo e senza avere realmente fame. Dopo arriva quasi sempre il senso di colpa, la vergogna, la promessa di non farlo più — che puntualmente viene disattesa.
È un circolo vizioso che si autoalimenta. E che non si spezza con la forza di volontà, ma con un percorso strutturato che agisce su più livelli: nutrizionale, comportamentale ed emotivo.
Il ruolo del Biologo Nutrizionista in questo contesto è specifico: costruire un piano alimentare che riduca i trigger fisici delle abbuffate — picchi glicemici, lunghi digiuni, pasti saltati — e che reintroduca gradualmente un rapporto più sereno e consapevole con il cibo.
Il mio approccio
Ogni percorso inizia con un colloquio conoscitivo approfondito e un’anamnesi alimentare accurata. Non esiste un protocollo standard — perché non esistono due persone uguali.
Quello che rimane costante è la filosofia di fondo:
Il cibo nutre. Ma deve anche gratificare.
Un piano alimentare che non tiene conto di questo principio è destinato a fallire. Per questo lavoro in modo graduale e sinergico, rispettando i tempi della persona e, quando necessario, in raccordo con altri professionisti coinvolti nel percorso di cura.
L’obiettivo finale non è raggiungere un numero sulla bilancia. È ritrovare un’armonia con il cibo che duri nel tempo — perché costruita su basi solide, non su privazioni.
Prenota un colloquio
Se riconosci in queste parole qualcosa che stai vivendo, il primo passo è parlarne.
Sono disponibile per un colloquio conoscitivo presso il mio studio a Scauri (LT), in Via Appia 883.
📞 349 7720921 — 340 3043801
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