Consigli per alimentarsi in modo corretto quando fa caldo

Ecco un decalogo di consigli utili per combattere il caldo di questi giorni:

  • Rispettare quotidianamente il numero e gli orari dei pasti, soprattutto la prima colazione, vero starter metabolico;
  • Aumentare il consumo di frutta e verdura di stagione e di yogurt (senza zuccheri aggiunti), ma non trascurare la frutta secca (mandorle, noci…) ricca di grassi “buoni”, minerali e fibre, senza ovviamente esagerare, in quanto ricca di calorie;
  • Preparare i piatti con fantasia, variando gli alimenti anche nei colori, dati dalle sostanze ad azione antiossidante (vitamine, polifenoli…);
  • Limitare al minimo il consumo di piatti elaborati e ricchi di grassi, in quanto appesantiscono e rallentano la digestione;
  • Privilegiare cibi freschi, facilmente digeribili e ricchi di acqua e completare il pasto con la frutta, regola da seguire soprattutto quando si consuma “al sacco”, evitando gli spuntini salati o zuccherati;
  • Consumare un gelato o un frullato può essere un’alternativa al pasto di metà giornata, senza esagerare;
  • Evitare pasti completi con primo, secondo e contorno quando, durante soggiorni in albergo o in viaggio, è più facile che si consumi al ristorante sia il pranzo che la cena. Optare quindi in una delle due occasioni per piatti unici bilanciati;
  • Consumare poco sale e preferire sale iodato, ne bastano 5 grammi, e per gli ipertesi può essere utile consumare sale iposodico o asodico;
  • Rispettare le modalità di conservazione degli alimenti, mantenere la catena del freddo e ricordare che cibi conservati a lungo in frigorifero rischiano un peggioramento nutrizionale e una contaminazione da microrganismi;
  • Bere almeno 1 litro e mezzo di acqua al giorno o anche più se si staziona il luoghi caldi e umidi, moderare il consumo di bevande con zuccheri aggiunti e limitare il consumo di bevande moderatamente alcoliche come vino e birra, evitare le bevande ad alto contenuto di alcol.

Cellulite: vero incubo per tutte le donne

Potremmo definire questo inestetismo il più democratico che ci sia! Infatti colpisce un po’ tutte le donne (si stima 9 su 10), prescinde dall’età, dal peso corporeo, dal livello culturale, dalla posizione geografica (anche se i caucasici sono più predisposti). L’alimentazione e lo stile di vita in generale sono cause di base importanti ma anche amplificatori del problema, come alterazioni ormonali e utilizzo di farmaci anticoncezionali E’ davvero difficile sbarazzarsene, ma con piccole accortezze e regolarità nel seguire buone abitudini si può quantomeno ridurre e non peggiorare.

Ma quali sono i principali rimedi? Ecco un elenco significativo:

  • Un’alimentazione sana, regolare ed equilibrata, con il corretto apporto di frutta e verdura e la limitazione di sale e di tutti gli alimenti che possono provocare ritenzione idrica;
  • La limitazione del sovrappeso, attraverso una dieta povera di grassi e zuccheri;
  • Un’attività fisica costante e regolare (non necessariamente intensa) che aiuti da un lato a migliorare la circolazione e dall’altro a ridurre l’accumulo di grassi e ad accelerare il metabolismo;
  • Bere molta acqua durante il giorno, per aiutare l’eliminazione dei liquidi;
  • Evitare l’abuso di fumo, alcol, caffè che aumentano la ritenzione idrica e peggiorano la circolazione;
  • Evitare indumenti troppo attillati che possono limitare la circolazione, così come il mantenere troppo a lungo posizioni errate come le gambe accavallate.L’esame impedenziometrico (BIA) è di fondamentale importanza per una valutazione della ritenzione idrica e dunque l’approccio nutrizionale più idoneo e personalizzato.

 

Essendo la cellulite un inestetismo spia di potenziali problemi di salute è sempre bene affidarsi a personale specializzato sia nel mettere a punto la dieta sia nel predisporre trattamenti farmacologici mirati. Il fai da te può solo peggiorare la situazione.

Il diabete mellito tipo 2: caratteristiche, cause e sintomi

Il diabete mellito di tipo 2 è di gran lunga la forma di diabete più frequente (interessa il 90% dei casi) ed è tipico dell’età matura. È caratterizzato da un duplice difetto: non viene prodotta una quantità sufficiente di insulina per soddisfare le necessità dell’organismo (deficit di secrezione di insulina), oppure l’insulina prodotta non agisce in maniera soddisfacente (insulino-resistenza). Il risultato, in entrambi i casi,  è il conseguente incremento dei livelli di glucosio nel sangue (iperglicemia). Questo tipo di diabete è detto non insulino-dipendente perché l’iniezione di insulina esterna, a differenza del diabete di tipo 1, non è di vitale importanza.

Le cause alla base dell’insorgenza della malattia vanno generalmente ricercate in fattori ereditari ed ambientali. Si affiancano a queste due possibili cause alcuni aspetti caratteristici della persona quali l’obesità: le cellule, infatti, hanno bisogno di zucchero per vivere, tanto maggiore è il numero di cellule da alimentare tanto maggiore sarà il fabbisogno di insulina. Nelle persone obese, quindi, l’insulina viene prodotta ma non in quantità sufficiente.

La vita sedentaria, lo stress e alcune malattie ricadono nell’elenco dei fattori ambientali scatenanti. Esse impongono al pancreas un lavoro aggiuntivo poiché aumentano il fabbisogno di glucosio e quindi di insulina. Qualora il pancreas fosse indebolito da una predisposizione ereditaria al diabete, queste cause accelerano l’insorgenza del disturbo.

Anche l’età gioca il suo ruolo: l’invecchiamento dell’organismo si riflette sulla funzionalità di tutti gli organi, non ultimo il pancreas che, invecchiando, non è più in grado di rispondere prontamente alla richiesta di insulina ricevuta.

Si tratta di una patologia in grande crescita soprattutto nelle fasce di età più giovani, rendendola una tra le più importanti del periodo che viviamo e del futuro.

I sintomi sono poco evidenti, al punto da non consentire una diagnosi rapida e certa: il paziente presenta quindi un elevato valore di glicemia e potrebbe in alcuni casi non presentare alcun sintomo per lungo tempo. Tra i più comuni annoveriamo:

  • minzione più frequente, soprattutto notturna
  • sete
  • stanchezza
  • perdita di peso inspiegabile
  • frequenti episodi di candida genitale (con prurito)
  • guarigione rallentata delle ferite
  • occhi secchi

Trattandosi di sintomi aspecifici, quindi riconducibili anche ad altre patologie, è chiaramente indispensabile, per la diagnosi, rilevare un alto valore di glicemia a digiuno (> 140 mg/dl), ossia la quantità di zucchero nel sangue, sintomo imprescindibile di diabete.

Ciliegie: una delizia salutare tutta da gustare

Le ciliegie sono un frutto tipicamente estivo che nasce su un albero della famiglia delle Rosacee, il ciliegio. Tra maggio e giugno giungono alla loro completa maturazione e sono un frutto che ci accompagna con gusto per buona parte dell’estate. Contrariamente a quanto si pensa, oltre ad essere buonissime, le ciliegie hanno anche numerosi benefici per la nostra salute.

Innanzitutto come la maggior parte dei frutti estivi contengono moltissima acqua, utilissima in questo periodo dell’anno per scongiurare il rischio di disidratazione. Poi contengono una piccola quantità di proteine, zuccheri, vitamine A e C, calcio, ferro, sodio, potassio, fosforo e magnesio. Sono perfette per chi soffre di diabete, perché al loro interno contengono il levulosio, uno zucchero che non fa male ai diabetici. Il frutto è ricco di flavonoidi, in grado di combattere i radicali liberi e di aiutarci a rallentare l’invecchiamento delle nostre cellule. Fanno dunque bene per la circolazione sanguigna periferica e al microcircolo oculare.

Sono un frutto con poche calorie, dal momento che 100 grammi ne contengono non più 60. Le ciliegie sono note per le proprietà depurativa, disintossicante, diuretica, lassativa, quindi sono l’ideale per chi soffre di gonfiore all’addome. Numerosi i benefici per la pelle, grazie alle vitamine che aiutano la produzione di collagene. Inoltre aiutano la digestione degli zuccheri grazie all’acido malico che contengono al loro interno.

Albicocche e nocciole: un regolatore istantaneo della pressione arteriosa

L’estate è la stagione nella quale si ha la maggiore probabilità di avvertire un calo pressorio. Ciò dipende dal caldo che, agendo da vasodilatatore, aumenta il calibro dei vasi sanguigni; in questo modo il sangue scorre più facilmente e ciò determina una diminuzione della pressione sanguigna. La sudorazione eccessiva inoltre porta a perdita di acqua e di sali minerali; se tale perdita è eccessiva l’organismo può andare incontro a disidratazione che amplifica gli effetti dell’ipotensione. Una dieta corretta e un’idratazione costante sono la base per prevenire questa problematica. La frutta, in particolare, ricca di sali minerali, acqua e zuccheri che non fanno male è l’alleato numero uno. In particolare, in caso di sintomi riconducibili a calo di pressione, un buon rimedio per riportare rapidamente i valori nella norma è mangiare 2-3 albicocche, 5-6 mandorle o nocciole e bere un bicchiere di acqua fresca.

Succo ACE

Preparato con con arancia, carota e limone, il succo ACE è un vero e proprio integratore salino e multivitaminico. Da bere a spuntino o merenda è ideale nelle giornate calde e afose per ristabilire l’equilibrio idro-elettrico dell’organismo. Quelli confezionati hanno aggiunte di zuccheri, per cui non se ne consiglia un abuso e vanno assunti con cautela da chi ha il diabete o l’insulino resistenza. Se si possiede una centrifuga o estrattore i preparati casalinghi sono la soluzione migliore per ottimizzare le proprietà di questa magnifica bevanda.

Qual è il momento giusto per salare la pasta?

Un buon consiglio per gli ipertesi e in generale per tutti è quello di aggiungere il sale all’acqua di cottura della pasta 2-3 minuti prima di scolarla. In tal modo gli ioni sodio formeranno una sorta di pellicola sulla superficie del chicco di pasta, sufficiente a dare la sapidità giusta e utile ad evitare un completo assorbimento, che si riflette in una maggiore quantità di sale assimilata.

Un piccolo accorgimento che può fare la differenza!

Fave fresche: un alleato per combattere il colesterolo

Forse non tutti sanno che le fave sono legumi, per cui sono ricche di proteine e povere di grassi. Hanno anche proprietà terapeutiche, come la capacità di abbassare il colesterolo e contrastare l’anemia. Nelle diete possono essere utilizzate come contorno, zuppe o combinate con pasta e riso. Possono essere consumate fresche anche come fuori pasto (spuntino e/o merenda), in quanto forniscono poche calorie e aumentano l’indice di sazietà. Particolare attenzione devono prestare solo le persone affette da una patologia genetica legata al cromosoma X, nota come FAVISMO e caratterizzata dall’assenza dell’enzima glucosio-6-fosfato deidrogenasi, che può causare, in caso di ingestione, grave crisi emolitica.

Sedano, un ortaggio amico del cervello.

Il sedano (Apium graveolens) vanta spiccate proprietà terapeutiche; le più conosciute sono quelle diuretiche e depurative; molto importante è anche quella peptica, ovvero digestiva. Inoltre è un vero e proprio integratore alimentare grazie alle importanti quantità di potassio, fosforo, magnesio, calcio, vitamine C, E, K e alcune vitamine del gruppo B contenuti nel gambo, mentre nelle foglie racchiudono grandi quantità di vitamina A. 
Recenti studi hanno identificato in esso anche la presenza della Luteolina, un potente antiossidante che svolge un’azione protettiva per il cervello. 
Inoltre ha poche calorie: apporta circa 18 Kcal per 100 grammi. 
In cucina può essere utilizzato in varie preparazione, anche se le più spiccate proprietà si esplicano quando viene consumato crudo, magari in abbinamento con altri ortaggi o insalate, ad esempio con pomodori, carote, patate, zucchine e peperoni.

7 buoni motivi per mangiare i fagiolini

1. Aiutano a perdere peso. I fagiolini verdi (baccelli immaturi dei fagioli) contengono poche calorie, di conseguenza sono un alimento adatto a chi deve seguire una dieta e dimagrire o, semplicemente, per restare in forma: si tratta, infatti, di circa 20 calorie e di soli 0,1% di grassi saturi per ogni 100 grammi.

2. Equilibrano i livelli di colesterolo. I fagiolini sono, poi, capaci di equilibrare i livelli di colesterolo nel sangue e contengono, inoltre, acido folico – cioè, la vitamina B9 – utile per il sangue.

3. Rafforzano le difese immunitarie. Grazie al contenuto di vitamina C, i fagiolini sono ottimi per rafforzare le difese immunitarie dell’organismo e apportare benefici per la sua salute.

4. Migliorano la salute dell’intestino. I fagiolini verdi migliorano la salute dell’intestino e questo per merito delle fibre in essi contenute. Sono indicati per chi soffre distitichezza: a tal proposito, è fondamentale bere molta acqua.

5. Ritardano l’invecchiamento. I fagiolini sono ricchi di proprietà benefiche: contengono, infatti, vitamine, fibre e sali minerali, come manganese, calcio, magnesio, potassio, ferro e fosforo. Le vitamine A e B6, insieme ai numerosi antiossidanti contenuti all’interno dei fagiolini, contribuiscono a ritardare l’invecchiamento.

6. Combattono gastrite, diabete, anemia e osteoporosi. I fagiolini sono consigliati per chi soffre di gastrite, diabete e anemia, per merito del contenuto di ferro e di vitamina K: quest’ultima è, poi, utile anche nella prevenzione all’osteoporosi.

7. Riducono lo stress e vantano proprietà diuretiche. Infine, i fagiolini sono in grado di ridurre lo stress grazie al contenuto di vitamina B6 e vantano proprietà diuretiche eccellenti.